Fortunato Imbesi


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Novara

IV SIMPOSIUM

Concluso il IV Simposium.
La pietra nell'arte

Le opere realizzate


UNO DEI BORGHI PIU' BELLI D'ITALIA

Noa, vocabolo di origine sicana, significa “maggese” a indicare la cospicua produzione di frumento che caratterizzò la colonizzazione greca.

Con i Romani cambiò in Novalia (campo di grano) e per gli Arabi fu Nouah (giardino, orto, fiore).

Nel medioevo fu Nucaria, Noara, fino alla Novara di oggi.

UN AFFASCINANTE BORGO ANTICO AL RIPARO DALLA FRENETICA VITA MODERNA.

Il Borgo sorge sulla pendice della montagna, dirimpetto alle antiche Tyndaris e Abacaenum, situata in un incantevole scenario naturale, a valle della maestosa Rocca Salvatesta (m. 1340), mitico Cervino della Sicilia. Le piccole case affastellate, la trama di vicoli e viuzze (vaelli), i decori delle facciate, l’eleganza dei palazzi, la sontuosità delle artistiche chiese danno fascino all’intero assetto urbanistico. L’antico Castello Saraceno di cui oggi restano i ruderi, era situato su una rupe a strapiombo che ancora conserva immutata la propria bellezza naturale. Dalla sua sommità si gode l’ampiezza della vallata che scende verso il mare e, spingendo lo sguardo sino all’orizzonte, si assapora la meraviglia delle isole Eolie. La vecchia Via Passitto (oggi Dante Alighieri) collega l’area del Castello al sottostante Duomo (sec. XVI). La Chiesa a tre navate, delineate da colonne monolitiche in pietra, è la più importante e la più grande tra quelle esistenti. Presenta una pregevole facciata monumentale con un’ampia scalinata. Sottostante all’abside, che ospita un coro ligneo a intagli del ‘700, si trova una cripta. In essa sono esposte le mummie di alcuni arcipreti, canonici e vicari foranei. Di grande pregio sono l’altare del Sacramento in marmo intarsiato a smalto, e il Battistero in marmo cipollino locale sormontato da una cupoletta in legno. La Chiesa custodisce artistiche statue, tra cui primeggia per splendente bellezza quella della SS. Vergine Assunta, 1^ Patrona della città, un gigantesco crocifisso in legno e preziosi dipinti. Il Duomo si raggiunge oltre che attraverso stradelle secondarie, percorrendo l’omonima via in lastricato che si diparte dalla piazza principale. La Chiesa S. Francesco (sec. XIII) è la più antica del Borgo e la più piccola. Raccolta e graziosa, risale all’epoca del poverello di Assisi. Nell’unica navata la cosa che colpisce di più è il tetto- soffitto di arte povera, sorretto da Cariatidi. La Chiesa custodisce alcune statue in legno tra cui emerge quella della Madonna della Consolazione, un antico crocifisso ligneo e un dipinto. La Chiesa e l’annesso convento mostrano l’essenzialità della vita francescana. Nel quartiere che fa capo a detta Chiesa sorge, superba ed elegante, la Villa Salvo, con stemma del casato, attrattiva privilegiata dei turisti. Poco distante trovasi la Chiesa dell’Annunziata (sec. XVII) a tre navate con colonne in pietra a sezione quadrata (unico esempio presente). Tra le tante opere, ivi custodite, hanno molto rilievo il gruppo gaginesco dell’Annunciazione (tre statue) in marmo pario decorato, scolpito da Giovambattista Mazzola (1531) e un artistico organo a canne del ‘700. Nella parte alta del paese sorge la Chiesa di S. Ugo Abate (sec. XVII), in corso di restauro. Costruita con il monastero cistercense, successivamente distrutto, conserva un imponente artistico reliquario ligneo, la giara di S. Ugo, un bel crocifisso ligneo e un dipinto su tavola (l’Annunciazione) dello Stetera (sec. XVI). All’esterno si possono ammirare gli enormi contrafforti di un muro laterale. Al centro del paese è situata la Chiesa S. Nicolò (sec. XVII) bene restaurata a cura della Soprintendenza di Messina, presenta un artistico prospetto in cima ad una grande gradinata in pietra; custodisce pregevoli statue lignee, il crocifisso con la croce lunga del venerdì santo, un organo a canne del ‘700 e una cripta cui si accede anche dall’esterno. Nella parte bassa del Borgo si trovano le Chiese monumentali di S. Giorgio Martire e di S. Antonio Abate, entrambe a tre navate. La prima (sec. XVII) presenta sulla facciata principale dei frontali con colonne che ripetono l’arte del colonnato interno su cui poggiano i tetti. Pregevole il soffitto centrale a cassettoni, ricostruito con grande capacità durante i lavori di restauro. La Chiesa è adibita ad Auditorium. La Chiesa di S. Antonio (sec. XVI) particolarmente suggestiva, ha il portale in stile normanno e la torre campanaria a guglia, sontuosa e finemente decorata. Custodisce belle statue lignee e dipinti su tela. Tra i tanti palazzi di rilievo meritano attenzione il palazzo Municipale (ex Oratorio di S. Filippo Neri), il palazzo Stancanelli che si affaccia sulla piazza principale, vero salotto del borgo, e il palazzo Salvo Risicato sulla Via Duomo, recentemente recuperato dal Comune. A valle del Duomo si conserva la casa Fontana, edificio risalente probabilmente al ‘700, con una cortina muraria seicentesca che ingloba le caratteristiche bucature impreziosite da elementi sapientemente scolpiti nella pietra arenaria. Il Teatro Comunale, anch’esso recentemente recuperato e migliorato, intitolato al musicista novarese Riccardo Casalaina, presenta una superba facciata artisticamente decorata con scorniciati di pietra e all’interno tre livelli di palchi sistemati ad anfiteatro, ed è unico del genere in provincia. A 5 Km. dalla città esiste ancora la originaria Reale Chiesa Abbaziale di S. Maria La Noara fondata da S. Ugo Abate sotto re Ruggero, prima edificazione cistercense in Sicilia. In essa sono presenti molti segni della architettura specifica dell’ordine dei monaci cistercensi.

Informazioni dal sito ufficiale www.comune.novara-di-sicilia.me.it


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